Hai letto il libro, hai segnato il passaggio e ora manca solo la citazione. Proprio qui si perde tempo: il luogo di pubblicazione non compare sul frontespizio, l'anno del copyright non coincide con quello dell'edizione e i modelli che trovi in rete si contraddicono.
Per citare un libro servono autore, anno, titolo con sottotitolo, eventuale volume ed edizione, editore e, in alcuni stili, il luogo di pubblicazione. Nel testo il rimando sta fra parentesi oppure in nota. L'ordine dipende dal sistema adottato dal tuo corso di laurea, e sulla forma definitiva decide il relatore. Per i quattro stili più diffusi negli atenei italiani trovi qui un modello pronto.
📌 In breve
- La citazione di un libro si compone di sette elementi.
- In Italia convivono il sistema autore-opera e il sistema autore-data.
- L'ordine di luogo ed editore lo decide il tuo vademecum.
- Un contributo in un volume collettaneo si cita con «in».
- Ibidem, ivi e cit. hanno tre funzioni diverse e non sono sinonimi.
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Gli elementi della citazione di un libro
La citazione completa di un libro è composta da sette elementi: autore, anno di pubblicazione, titolo con sottotitolo, volume, edizione, editore e luogo di pubblicazione. Non tutti gli stili li richiedono tutti e sette, ma ogni stile parte dallo stesso elenco.
Tutti e sette gli elementi si trovano nel libro, concentrati su due pagine iniziali. Il frontespizio porta autore, titolo, sottotitolo ed editore. Il verso del frontespizio, cioè la pagina del copyright, porta edizione, anno, luogo di pubblicazione e ISBN. La copertina non è una fonte affidabile, perché lì i titoli vengono accorciati e i sottotitoli spesso spariscono.
| Elemento | Dove si trova nel libro | Se manca |
|---|---|---|
| Autore | frontespizio, in alto | l'ente diventa autore, altrimenti si anticipa il titolo |
| Anno di pubblicazione | pagina del copyright | «s.d.» negli stili italiani, «n.d.» in APA |
| Titolo e sottotitolo | frontespizio, non la copertina | senza titolo non esiste citazione |
| Volume | frontespizio o indicazione di collana | serve solo per le opere in più volumi |
| Edizione | pagina del copyright, sopra l'ISBN | la prima edizione non si indica mai |
| Editore | frontespizio in basso e colophon | «s.n.» oppure «s.e.» |
| Luogo di pubblicazione | colophon, accanto al nome dell'editore | «s.l.», in APA 7 non serve più |
L'edizione è il dato che manca più spesso. Una nuova edizione nasce quando la precedente è esaurita oppure quando il testo viene rivisto. Solo nel secondo caso la numerazione delle pagine cambia, ed è esattamente per questo che l'edizione va indicata: altrimenti la tua pagina 87 rimanda a un altro libro. Per una ristampa immutata resta invece l'anno dell'edizione di riferimento.
In nota o in bibliografia: come cambia l'ordine dei nomi
Il nome dell'autore cambia posizione a seconda di dove lo scrivi. In una nota a piè di pagina il nome precede il cognome, come nel parlato: Anna Bianchi. In bibliografia i due elementi si invertono, perché l'elenco è ordinato alfabeticamente per cognome: Bianchi, Anna. Diversi vademecum universitari chiedono inoltre di comporre nome e cognome in maiuscoletto, con il nome puntato.
La bibliografia raccoglie le opere citate in forma completa, senza la pagina del singolo rimando. Il Sistema Bibliotecario di Ateneo di Bologna ricorda che ogni scelta di formato va confrontata con chi segue la tesi: prima di fissare lo stile conviene «verificare se risponde a quanto richiesto dal proprio relatore», come si legge nella guida alla citazione e alla gestione delle bibliografie dell'ateneo.
Luogo di pubblicazione ed editore: un ordine che non è uniforme
Il luogo di pubblicazione serve nel sistema autore-opera italiano e in una parte delle varianti Harvard, mentre APA 7 e Chicago 18 non lo prevedono più: APA lo ha eliminato con la settima edizione del 2019, il Chicago Manual of Style con la diciottesima del 2024. Non è la tecnica di rimando a decidere, perché Chicago lavora anch'esso con le note a piè di pagina e ha tolto comunque la città. Conta lo stile prescritto dal tuo corso, non il fatto che le fonti stiano in nota o fra parentesi.
Negli atenei italiani resta però una divergenza reale, e vale la pena conoscerla prima di impaginare la bibliografia. Il vademecum del dipartimento LILEC dell'Università di Bologna mette la città prima dell'editore, nella forma «Milano, Et al., 2012», come si legge nella pagina dedicata alla bibliografia nel sistema autore-opera. La guida alle citazioni bibliografiche dell'Università di Pisa presenta invece uno «stile italiano» con l'ordine opposto, «Mursia, Milano, 1971», cioè prima l'editore e poi la città. Nessuna delle due forme è sbagliata: la sequenza da usare è quella indicata dal tuo corso di laurea, e in caso di dubbio decide il relatore.
| Stile | Luogo di pubblicazione | Che cosa significa per te |
|---|---|---|
| APA 7 | no | dopo il titolo segue subito l'editore |
| Chicago 18 | no | eliminato nel 2024, bastano editore e anno |
| Sistema autore-opera | sì | città ed editore, nell'ordine previsto dal vademecum |
| Harvard | secondo la variante | Leeds Harvard lo mantiene, Cite Them Right non più |
| MLA 9 | solo ante 1900 | la città si indica solo per le opere pubblicate prima del 1900 |
Situazione ad agosto 2026, aggiornamenti possibili.
Due righe della tabella meritano una precisazione, perché molte guide le riassumono male. MLA 9 non ha abolito del tutto la città, la chiede ancora per le opere pubblicate prima del 1900; per tutto quello che è uscito dopo bastano editore e anno. Harvard, dal canto suo, non è una norma unica ma una famiglia di stili di dipartimento, e proprio sul luogo le varianti si dividono.
Leeds Harvard mantiene la città, con lo schema «Family name, INITIAL(S). Year. Title. Edition (if not first edition). Place of publication: Publisher.» e l'esempio «Finch, E. and Fafinski, S. 2015. Legal skills. 5th ed. Oxford: Oxford University Press.». La variante Cite Them Right Harvard non la indica più: «Surname, Initial. (Year of publication) Title. Edition (if not the first). Publisher.», con l'esempio «Grix, J. and Watkins, G. (2010) Information skills: finding and using the right resources. Palgrave Macmillan.». Le differenze fra le varianti sono tre: la parentesi intorno all'anno, l'abbreviazione dell'edizione e la presenza o l'assenza della città.
Sul libro di riferimento degli esempi la distanza fra le due forme si vede subito. Secondo Leeds Harvard: Bianchi, A. 2024. Fare ricerca empirica: Guida alla prova finale. 3ª ed. Milano: Editrice Esempio. Secondo Cite Them Right Harvard: Bianchi, A. (2024) Fare ricerca empirica: Guida alla prova finale. 3ª ed. Editrice Esempio.
Se il tuo stile richiede la città, la trovi nel colophon accanto al nome dell'editore, di solito sulla stessa riga. Quando il libro ne indica più di una, puoi prendere la prima e tralasciare le altre oppure separarne due con una barra, come in «Roma/Bari». Entrambe le forme circolano nelle tesi italiane: la cosa importante è restare coerente in tutta la bibliografia. Se la città non compare da nessuna parte, segnali la lacuna con «s.l.».
Come citare un libro: un modello per ogni stile
I quattro stili più usati nelle tesi italiane ordinano gli stessi sette elementi in modo diverso, senza chiederne di nuovi. In tutti gli esempi che seguono compare lo stesso libro di riferimento: Anna Bianchi, «Fare ricerca empirica. Guida alla prova finale», terza edizione, pubblicata a Milano nel 2024 da Editrice Esempio; la pagina citata è la 87.
Prima degli esempi, un punto su cui molte tesi perdono terreno in seduta di laurea: uno stile è un sistema chiuso, non un menù da comporre. Il sistema autore-data mette il rimando fra parentesi nel corpo del testo, il sistema autore-opera lo mette in nota a piè di pagina. Chi mescola i due raccoglie osservazioni formali anche quando ogni singolo dato è corretto. La scelta dipende dall'area disciplinare: secondo il Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'Università di Bologna APA è diffuso nelle scienze sociali, Chicago e MLA nell'ambito umanistico, Harvard nelle scienze naturali, biologiche e mediche, Vancouver in medicina e IEEE in informatica e ingegneria elettronica. Le basi del rimando sono spiegate nella nostra guida su come citare correttamente, mentre le particolarità del sistema anglosassone sono raccolte nell'articolo sulla citazione Harvard.
Citare un libro secondo APA 7
APA 7 apre con autore e anno, mette il titolo in corsivo e passa direttamente all'editore. L'edizione sta fra parentesi dopo il titolo, senza corsivo, e la città non compare. Se il libro ha un DOI, lo aggiungi in fondo come link completo. L'ISBN in APA non si indica.
Bibliografia: Bianchi, A. (2024). Fare ricerca empirica: Guida alla prova finale (3ª ed.). Editrice Esempio.
Nel testo: (Bianchi, 2024, p. 87)
Citare un libro nel sistema autore-opera
Il sistema autore-opera, il più diffuso nelle facoltà umanistiche, mette il rimando completo nella prima nota a piè di pagina e una forma abbreviata nelle note successive. La bibliografia finale riporta comunque il rimando completo, senza la pagina citata.
Prima nota: Cfr. Anna Bianchi, Fare ricerca empirica. Guida alla prova finale, 3ª ed., Milano, Editrice Esempio, 2024, p. 87.
Bibliografia: Bianchi, Anna, Fare ricerca empirica. Guida alla prova finale, 3ª ed., Milano, Editrice Esempio, 2024.
Nota successiva non consecutiva: Bianchi, Fare ricerca empirica, cit., p. 92.
Citare un libro secondo Chicago 18
Chicago prevede due sistemi, e quello con note e bibliografia è il più vicino all'abitudine italiana. In nota il nome precede il cognome, in bibliografia il cognome passa davanti. La diciottesima edizione del 2024 non chiede più la città: bastano editore e anno. La pagina segue la parentesi, senza «p.».
Nota: Anna Bianchi, Fare ricerca empirica: Guida alla prova finale, 3ª ed. (Editrice Esempio, 2024), 87.
Bibliografia: Bianchi, Anna. Fare ricerca empirica: Guida alla prova finale. 3ª ed. Editrice Esempio, 2024.
Citare un libro secondo MLA 9
MLA 9 è frequente nei corsi di lingue e letterature straniere. Il rimando nel testo contiene solo cognome e pagina, senza anno e senza virgola. La città non compare, salvo per le opere pubblicate prima del 1900, mentre il nome dell'editore resta sempre obbligatorio.
Bibliografia: Bianchi, Anna. Fare ricerca empirica: Guida alla prova finale. 3ª ed., Editrice Esempio, 2024.
Nel testo: (Bianchi 87)
Libro intero, opera a cura di o singolo contributo?
Un contributo pubblicato in un volume collettaneo non si cita come un libro intero, ma con la preposizione «in» fra il saggio e il volume che lo ospita. La regola di fondo è semplice: citi sempre l'unità più piccola che hai effettivamente letto, quindi il singolo saggio e non l'intera raccolta.
Tre casi si somigliano sullo scaffale e si citano in modo diverso. Nella monografia l'intero testo appartiene agli stessi autori. Nell'opera collettanea al primo posto stanno i curatori, segnalati con «a cura di», formula che nelle bibliografie italiane sostituisce l'abbreviazione tedesca «Hrsg.». Nel contributo singolo aprono l'autore e il titolo del saggio, poi arrivano «in», i dati del volume e l'intervallo di pagine.
| Caso | Come lo riconosci | Che cosa va al primo posto |
|---|---|---|
| Monografia | un testo continuo degli stessi autori | l'autore del libro |
| Opera a cura di | il frontespizio dice «a cura di» invece di indicare autori | i curatori con «a cura di» |
| Contributo in volume collettaneo | capitolo con autore proprio e intervallo di pagine | l'autore del contributo |
Nel sistema autore-data il contributo prende questa forma: Rossi, M. (2024). Il campione nelle ricerche universitarie. In A. Bianchi (a cura di), Fare ricerca empirica: Guida alla prova finale (pp. 14–33). Editrice Esempio. Nel sistema autore-opera la stessa fonte diventa: Marco Rossi, «Il campione nelle ricerche universitarie», in Anna Bianchi (a cura di), Fare ricerca empirica. Guida alla prova finale, Milano, Editrice Esempio, 2024, pp. 14–33, in particolare p. 21.
⚠️ Attenzione
Il contributo riceve una sola voce in bibliografia, il volume che lo contiene non ne riceve una seconda. Una voce autonoma per l'intera raccolta si aggiunge soltanto se nel testo rimandi almeno una volta al volume nel suo complesso.
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E-book, PDF e DOI: che cosa cambia con il libro digitale
Un e-book si cita come il libro a stampa, con l'aggiunta del DOI quando esiste. La banca dati da cui hai scaricato il file non entra nella citazione e la data di consultazione non serve, perché un libro non cambia dopo la pubblicazione.
Il DOI è un identificatore permanente che punta al documento anche quando l'editore cambia indirizzo. In APA 7 compare come link completo in fondo alla voce, nella forma https://doi.org/10.1007/978-3-531-92529-5. Negli stili a nota il DOI si aggiunge in coda al rimando, mentre l'ISBN resta inusuale in entrambe le famiglie.
- PDF con la stessa numerazione della carta: si cita come il libro a stampa, senza URL.
- E-book senza pagine fisse: al posto della pagina indichi il capitolo o il paragrafo.
- E-book da banca dati senza DOI: la voce si chiude dopo il nome dell'editore.
- Libro pubblicato liberamente in rete: dopo l'editore aggiungi l'URL della pagina editoriale.
- Numerazione diversa da quella cartacea: citi la versione che hai letto e non mescoli le due.
Bibliografia e sitografia non sono la stessa lista
La sitografia è la sezione che, quando c'è, segue la bibliografia e raccoglie le fonti reperite in rete. Quando serva davvero, però, il vademecum del dipartimento LILEC di Bologna lo dice in due modi che non coincidono: al paragrafo 5.4 la ritiene necessaria se è stata citata almeno una fonte web, al paragrafo 3.1 la prevede solo quando il numero dei siti è consistente, cioè se supera indicativamente le cinque unità. Finché la fonte si contraddice, la domanda va girata al relatore.
Chiaro è invece il criterio di smistamento, che lo stesso vademecum enuncia senza ambiguità: gli articoli scientifici dotati di autore e data non vanno in sitografia nemmeno quando li hai reperiti online, perché il loro posto è la bibliografia. Un e-book con autore, editore e anno resta quindi in bibliografia, anche se lo hai letto sullo schermo. Il trattamento delle fonti che esistono soltanto in rete è descritto nel nostro articolo su come citare le fonti online.
Casi particolari: più autori, autore assente, anno assente, traduzione
I casi particolari seguono un principio unico: ciò che manca si sostituisce o si segnala, ma non si indovina mai. Un anno stimato nella citazione è un errore, un'abbreviazione onesta come «s.d.» invece no.
Sei situazioni coprono quasi tutto quello che capita in una tesi di laurea. Le sigle cambiano da stile a stile, perciò accanto a ogni caso trovi la forma richiesta.
- Due autori: APA unisce i due nomi con «&», gli stili a nota italiani scrivono «e». Entrambi i nomi restano nel rimando breve.
- Tre autori o più: APA 7 nel testo cita il primo nome seguito da «et al.», mentre in bibliografia elenca fino a venti nomi per esteso.
- Autore assente: se sul frontespizio compare un ente, l'ente prende il posto dell'autore. Altrimenti la voce si apre con il titolo.
- Anno assente: «s.d.» o «s.a.» negli stili italiani, «n.d.» in APA. La sigla compare anche nel rimando nel testo.
- Traduzione: il traduttore va fra parentesi dopo il titolo e in fondo si indica l'anno dell'edizione originale.
- Volume di una collana: il volume segue il titolo con l'abbreviazione «vol.», il titolo della collana si indica solo se i volumi si richiamano fra loro.
Le sigle latine convivono in due tradizioni. La guida dell'Università di Pisa registra la serie di ambito bibliotecario, che scioglie s.d. in sine data, s.l. in sine loco e s.n. in sine nomine e ammette per la data mancante anche la forma n.d.; diversi vademecum universitari propongono invece ai laureandi la variante «s.a.» per l'anno mancante e «s.e.» per l'editore mancante. Le due serie sono equivalenti: scegline una e usala in tutta la bibliografia.
💡 Consiglio
Quando un dato manca nel libro, cercalo nel catalogo collettivo del Servizio Bibliotecario Nazionale. In OPAC SBN trovi editore, città, edizione e anno di quasi tutti i libri pubblicati in Italia, già in forma verificata dalle biblioteche.
Gli errori più frequenti quando citi un libro
Le osservazioni sulle citazioni raramente nascono da ignoranza: quasi sempre nascono da dati presi dalla pagina sbagliata o da due sistemi mescolati. Quattro errori ricorrono così spesso che vale la pena controllarli di proposito.
Tutti e quattro gli errori si correggono in pochi minuti, a patto di rileggere la bibliografia tutta insieme invece che voce per voce. Quanto pesino gli errori formali lo stabilisce il regolamento del tuo corso; che cosa comporti invece un rimando mancante è spiegato nel nostro articolo sulla verifica del plagio.
Prendere i dati dalla copertina invece che dal frontespizio
La copertina è uno spazio promozionale, non una fonte. Gli editori accorciano i titoli, tolgono i sottotitoli e nelle opere collettanee citano a volte un solo curatore su tre. Una voce costruita così non coincide con nessun catalogo di biblioteca ed è difficile da verificare. Prendi il titolo dal frontespizio e i numeri dal colophon.
Usare ibidem, ivi e cit. come sinonimi
Le tre abbreviazioni hanno funzioni distinte, e il vademecum del dipartimento LILEC di Bologna le separa con precisione. «Ibidem» vale quando la fonte è identica a quella della nota precedente e non cambia nemmeno la pagina. «Ivi» vale quando la fonte è la stessa ma la pagina è diversa. «Cit.» rimanda a un'opera già citata, però non nella nota immediatamente precedente. Chi usa «Ibidem» al posto di «Ivi» manda il lettore alla pagina sbagliata.
Omettere l'edizione quando non è la prima
L'assenza dell'edizione manda a vuoto ogni verifica: chi apre la prima edizione alla pagina che hai indicato ci trova un altro testo. Il dato sta nel colophon, di solito nella riga sopra l'ISBN. Solo la prima edizione resta implicita, perché rappresenta il caso standard.
Indicare la città in una citazione APA 7
La città in una voce APA arriva quasi sempre da un modello fermo ad APA 6. Molti siti di consigli riportano ancora la forma vecchia, benché la settima edizione sia in vigore dal 2019. Controlla la bibliografia cercando la sequenza «Città: Editore» e cancella la parte iniziale se il tuo corso adotta APA 7.
Conclusione
Quando citi un libro conta meno la memoria delle regole e più la provenienza dei dati: frontespizio e colophon, non copertina né schede di vendita. Stabilisci prima quale sistema adotta il tuo corso di laurea, poi mantienilo per tutta la bibliografia. L'ordine di città ed editore resta l'unico punto su cui gli atenei italiani divergono davvero.
Sulla forma decide sempre il tuo corso di laurea: vale il vademecum del dipartimento, anche dove si discosta dal manuale originale. Se dopo quella lettura un dubbio resta aperto, l'ultima parola spetta al relatore, e questo articolo non sostituisce la consulenza di chi segue la tesi.
Come proseguire
- Vuoi ripartire dalle basi? Citare correttamente: la guida completa
- Devi citare un sito o un PDF? Come citare le fonti online
- Stai scrivendo tutta la tesi? Tesi di laurea: guida e struttura
Ti mancano dati tuoi per la tesi?
I numeri raccolti con una tua indagine non si citano come fonte esterna: si descrivono nel capitolo dedicato al metodo. Con empirio.ai, uno strumento per sondaggi online sviluppato in Germania, puoi raccoglierli gratuitamente. Come costruire il questionario è spiegato nella nostra guida su come creare un questionario.
Un libro citato in nota segue uno schema diverso. La nostra guida allo stile di citazione tedesco mostra la citazione completa alla prima menzione e la forma abbreviata poi.
