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Stile Harvard: regole, esempi e varianti

Con lo stile Harvard citi nel testo, non in nota. Ti diamo i modelli per libri, articoli e fonti online e ti mostriamo quali varianti convivono negli atenei italiani, a partire da Padova.

Autore presso empirio.ai - Marvin Depping, cofondatoreda Marvin DeppingAggiornato il 29 agosto 2026Tempo di lettura 9 min

Il tuo relatore chiede citazioni in stile Harvard e i tre modelli che trovi online non coincidono. Non è colpa tua. Succede perché un solo stile Harvard non esiste.

Lo stile Harvard è un sistema autore-data: metti tra parentesi, dentro il testo, il cognome dell'autore, l'anno di pubblicazione e, se serve, la pagina, non ti servono note a piè di pagina per farlo, e il riferimento completo compare in una bibliografia finale in ordine alfabetico. Quale variante valga lo decide il tuo dipartimento. Ti mostriamo come si costruisce la citazione e in che cosa due modelli della stessa università italiana già differiscono.


📌 In sintesi

  • Lo stile Harvard è un sistema autore-data senza note a piè di pagina.
  • Nessun ente gestisce o pubblica lo stile Harvard.
  • La citazione nel testo dà cognome, anno e pagina.
  • L'Università di Padova pubblica anche un Harvard modificato.
  • Valgono sempre le norme redazionali del tuo dipartimento.

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Che cos'è lo stile Harvard?

Lo stile Harvard è un sistema di citazione in cui la fonte compare in forma abbreviata dentro il testo, tra parentesi, con il cognome dell'autore, l'anno di pubblicazione e la pagina quando serve. Il riferimento completo compare nella bibliografia alla fine del lavoro.

In Italia lo stesso sistema circola anche con il nome di sistema autore-data. La Biblioteca Ca' Borin dell'Università di Padova usa proprio questa formula nella pagina dedicata alle tesi di economia, dove lo stile Harvard e la sua variante interna vengono presentati uno accanto all'altro.

Il nome, però, trae in inganno. Il principio autore-data risale allo zoologo Edward Laurens Mark, che lo usò nel 1881 in un lavoro svolto alla Harvard University; Eli Chernin (1988) ne ha ricostruito la storia sul British Medical Journal. Con la Harvard di oggi non esiste alcun legame istituzionale. La Harvard Library lo scrive nelle sue FAQ e aggiunge di non pubblicare alcuna guida a questo sistema, perché i suoi ricercatori usano soprattutto APA, Chicago o MLA.

La Harvard University non pubblica alcuna guida allo stile Harvard.

Perché non esiste un solo stile Harvard

Non esiste una regola Harvard ufficiale perché nessun ente mantiene lo stile. A differenza di APA, MLA o Chicago, Harvard non ha un manuale, non ha una numerazione di edizioni e non ha un organo che decida che cosa sia corretto. Resta un principio comune, autore e anno tra parentesi, e intorno a esso decine di varianti interne.

L'esempio più chiaro sta in una sola pagina italiana. La Biblioteca Ca' Borin dell'Università di Padova pubblica affiancati lo stile Harvard e lo stile per le tesi di economia, definito espressamente Harvard modificato. Stessa fonte, stessa università, due modelli diversi.

ElementoStile HarvardHarvard modificato
Citazione nel testo(Harris, Warbrick et al. 2009, 150)(Harris, Warbrick e O'Boyle 2009, p. 150)
Abbreviazione della paginaassentep.
Congiunzione in bibliografiaand&

Le due colonne mostrano la stessa opera con quattro differenze di dettaglio. Nessuna delle due è sbagliata, ma alternarle nella stessa tesi rivela che i riferimenti sono stati raccolti da fonti diverse.

Ne discende una sola istruzione pratica: prendi le norme redazionali del tuo dipartimento, tieni un solo modello e applicalo dall'inizio alla fine. Se non ci sono norme, scegli una variante e mantienila.

💡 Suggerimento

Invece di chiedere quale sia lo stile Harvard corretto, chiedi un esempio. Una citazione nel testo e un riferimento bibliografico presi da una tesi valutata bene risolvono il dubbio più in fretta di qualsiasi elenco di regole.

La citazione nel testo: come si costruisce

La citazione Harvard nel testo dà il cognome dell'autore, l'anno di pubblicazione e, quando riprendi un passaggio preciso, la pagina. Sta tra parentesi accanto all'affermazione che sostiene. Nome di battesimo, titolo ed editore non ci entrano: appartengono alla bibliografia.

I modelli seguenti seguono la notazione dell'Università di Padova. Tutti i nomi negli esempi sono inventati.

Citazione Harvard con uno, due o più autori

Il numero di cognomi dipende da quante persone firmano il documento. Con un autore si cita solo il suo cognome, con due si citano entrambi, e da tre in poi si cita il primo seguito da et al. La soglia cambia da una guida all'altra, ed è la prima causa di incoerenza in una tesi.

  • Un autore: Il metodo resta discusso (Rossi 2010, 64).
  • Due autori: Il metodo resta discusso (Rossi e Bianchi 2010, 64).
  • Tre o più autori: Il metodo resta discusso (Rossi et al. 2010, 64).

Più fonti in una sola citazione

Quando un'affermazione poggia su più lavori, entrano tutti nella stessa parentesi, separati da punto e virgola. L'ordine può essere alfabetico o cronologico, purché resti lo stesso in tutta la tesi. Ogni fonte citata ha bisogno di una propria voce in bibliografia.

  • Più lavori lo confermano (Rossi et al. 2010, 64; Bianchi e Conti 1995, 104).

Citare una fonte letta in un'altra opera

La citazione di seconda mano serve quando non hai letto la fonte originale e la conosci solo attraverso il testo che la cita. Nella citazione compaiono entrambe le opere, unite da citato in, e in bibliografia entra soltanto quella che hai letto davvero. Cerca l'originale quando puoi, perché la seconda mano resta un ripiego.

  • Rossi lo aveva già osservato (Rossi 1978, 12, citato in Bianchi 2010, 88).

Norme redazionali: chi decide davvero in Italia

In Italia la forma delle citazioni la stabiliscono le norme redazionali, cioè le regole scritte dal dipartimento, dalla rivista o dalla casa editrice. Lo stile Harvard è solo il punto di partenza; le norme redazionali sono la versione che verrà effettivamente valutata.

La Biblioteca Ca' Borin dell'Università di Padova mette a disposizione, accanto ai modelli Harvard, una tabella riassuntiva degli stili citazionali più usati nelle scienze sociali e una tabella dei principali editori scientifici nazionali e internazionali con le rispettive norme redazionali. È un segnale utile: chi pubblica decide, e lo fa in modo diverso da chi pubblica accanto.

Per la tua tesi questo significa un ordine di priorità chiaro. Prima le norme redazionali del corso di laurea, poi le indicazioni del relatore, e solo alla fine i modelli generici che trovi online. Se le prime due fonti tacciono, scegli una variante e dichiarala in una nota metodologica, così la scelta diventa consapevole invece che casuale.

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La bibliografia

La bibliografia in stile Harvard raccoglie tutte le fonti citate nel testo, ordinate alfabeticamente per cognome dell'autore. Le opere lette ma non citate non entrano. Ogni voce contiene i dati che permettono a chi legge di ritrovare il documento senza cercarlo.

Ogni voce segue lo stesso ordine: chi, quando, che cosa e dove è uscito. Che cosa venga dopo il dove dipende dal tipo di documento. I quattro tipi seguenti coprono gran parte di una tesi di laurea. I modelli riprendono la notazione dell'Università di Padova.

  • Libro: HARRIS, D.J., WARBRICK, C. and O'BOYLE, M., 2009. Law of the European convention on human rights. Oxford: Oxford University press.
  • Capitolo in volume: ROSSI, M., 2010. Citare nel testo. In: BIANCHI, L., a cura di. Metodi della ricerca. Padova: Editore di esempio, pp. 45-62.
  • Articolo di rivista: BAGIANTI, E., 2003. Sulla prescrizione dei contributi previdenziali dei liberi professionisti. Giustizia civile, (11), pp. 2589-2595.
  • Risorsa online: ROSSI, M., 2020. Citare le fonti digitali. Disponibile su: https://www.esempio.it/citare (consultato il 12 agosto 2026).

Due abitudini fanno risparmiare tempo: indicare il DOI quando esiste invece di una URL lunga, e annotare la data di consultazione mentre leggi, perché dopo non la ricostruisci. Il nostro articolo su come citare le fonti da internet spiega quali elementi servono, e quello su come citare un libro fa lo stesso per la carta e il digitale.

Il luogo di edizione: che cosa è cambiato fuori dall'Italia

Il luogo di edizione sta sparendo dai grandi stili internazionali, mentre i modelli italiani lo mantengono. È proprio il punto in cui copiare un esempio anglosassone porta a togliere un dato che le tue norme redazionali richiedono ancora.

APA è arrivata per prima. Dalla settima edizione del Publication Manual, del 2020, i riferimenti a libri e capitoli non contengono più alcuna città, ma solo il nome dell'editore. La guida britannica Cite Them Right ha fatto lo stesso nel luglio 2025 con la tredicesima edizione, come segnala la University of Westminster nella sua guida Harvard.

I modelli dell'Università di Padova, invece, continuano ad aprire il riferimento con la città prima dell'editore: Oxford: Oxford University press. Controlla quindi l'anno e il paese di ogni modello che copi, e non cancellare un dato solo perché un generatore in inglese lo omette.

Errori frequenti nello stile Harvard

La maggior parte dei punti persi sulle citazioni si perde per incoerenza, non per ignoranza. Quattro errori tornano di continuo, e tutti e quattro si correggono in una sola revisione prima della consegna.

Mescolare due notazioni della stessa università

Lo stile Harvard e l'Harvard modificato dell'Università di Padova differiscono per l'abbreviazione della pagina, per la congiunzione tra i nomi e per l'uso di et al. Una tesi che usa entrambe le notazioni mostra che i riferimenti sono stati raccolti da pagine diverse. Scegli un modello, imposta una volta il gestore bibliografico e poi controlla a mano qualche voce.

Cambiare la soglia di et al. a metà lavoro

A seconda della guida, et al. compare da tre o da quattro autori. Passare da una soglia all'altra dentro la stessa tesi è invisibile al correttore ortografico ed evidente a chi valuta. Verifica questa impostazione una volta nel gestore invece che riferimento per riferimento.

Seguire un generatore invece delle norme redazionali

Un generatore di citazioni non conosce le norme del tuo corso di laurea. Produce una forma generica che può non coincidere né con lo stile Harvard né con la variante che ti è stata indicata. Quello che il software restituisce va sempre confrontato con il modello del dipartimento.

Inserire in bibliografia fonti mai citate

La bibliografia contiene solo ciò che il testo cita davvero. Aggiungere tutta la documentazione letta crea voci senza alcuna citazione che vi rimandi e suggerisce una lettura più ampia di quella che la tesi dimostra. Controlla nei due sensi: ogni citazione trova una voce e ogni voce trova una citazione.

Conclusione

Lo stile Harvard si impara in fretta e si sbaglia con facilità, perché esiste in decine di varianti interne. Chiarisci prima quale variante ti viene chiesta, tieni un modello per la citazione nel testo e uno per la bibliografia, e applicali senza variazioni. Quello che viene valutato è la coerenza, non la scelta dello stile.

Come proseguire


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Domande frequenti

Lo stile Harvard è un sistema autore-data in cui la fonte compare tra parentesi dentro il testo, con cognome dell'autore, anno di pubblicazione e pagina quando serve. Le note a piè di pagina non si usano per i riferimenti bibliografici. Il riferimento completo compare nella bibliografia finale, in ordine alfabetico.

No, un manuale ufficiale non esiste. A differenza di APA, MLA o Chicago, lo stile Harvard non è gestito da alcun ente, e per questo circolano molte varianti. La Harvard Library dichiara di non pubblicare alcuna guida a questo sistema e precisa che i suoi ricercatori usano soprattutto APA, Chicago o MLA.

È la variante che la Biblioteca Ca' Borin dell'Università di Padova indica per le tesi di economia. Rispetto allo stile Harvard scrive la pagina con l'abbreviazione p., unisce i nomi con la congiunzione e invece di et al. nel testo e usa la e commerciale in bibliografia. Le due notazioni convivono nella stessa pagina.

La soglia dipende dalla guida: alcune passano a et al. da tre autori, altre solo da quattro. Nello stile Harvard indicato dall'Università di Padova la citazione nel testo diventa (Harris, Warbrick et al. 2009, 150). Scegli una soglia sola e mantienila per tutta la tesi.

Decidono le norme redazionali del corso di laurea o del dipartimento, poi le indicazioni del relatore. Lo stile Harvard è solo il punto di partenza. Riviste e case editrici scientifiche pubblicano proprie norme redazionali, che possono differire in dettagli come punteggiatura, corsivi e abbreviazioni della pagina.

Dipende dallo stile. I modelli dell'Università di Padova continuano a indicare la città prima dell'editore, per esempio Oxford: Oxford University press. APA ha eliminato quel dato con la settima edizione del 2020 e la guida britannica Cite Them Right lo ha eliminato nel luglio 2025 con la tredicesima edizione.

La citazione di seconda mano nomina entrambe le opere dentro la parentesi, unite da citato in, per esempio (Rossi 1978, 12, citato in Bianchi 2010, 88). In bibliografia entra soltanto l'opera che hai letto davvero. Cercare l'originale resta preferibile ogni volta che è accessibile.

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