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Scala Likert: esempi, gradini e come analizzarla

Quanti gradini servono e serve una posizione centrale? Ripercorriamo con te le decisioni, ti diamo le formulazioni usate dall'Istat e ti diciamo che cosa puoi calcolare dopo.

Autrice presso empirio.ai - Maria Malzewda Maria MalzewAggiornato il 31 agosto 2026Tempo di lettura 14 min

Immagina il questionario alla fine di un corso: «Sono riuscito a seguire le spiegazioni senza difficoltà» e sotto cinque caselle che vanno da «per niente d’accordo» a «completamente d’accordo». Quasi tutti hanno già barrato una di quelle caselle senza sapere come si chiama questo formato.

Si chiama scala Likert. Una scala Likert misura gli atteggiamenti proponendo più affermazioni sullo stesso tema con la stessa serie di risposte graduate, di solito cinque o sette gradini che vanno dal disaccordo netto all’accordo netto, e combinando poi quelle risposte in un unico punteggio per ogni persona intervistata. Alla fine di questo articolo saprai quanti gradini ti servono, come etichettarli e che cosa puoi calcolare dopo con i numeri.


📌 In sintesi

  • Rensis Likert presentò il metodo nella sua tesi del 1932.
  • Una singola domanda è un item Likert, non una scala.
  • L’Istat misura la soddisfazione per la vita da 0 a 10.
  • Ogni gradino riceve una parola, non solo i due estremi.
  • Likert non ha mai sostenuto che i gradini fossero equidistanti.

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Che cos’è una scala Likert?

Una scala Likert è una tecnica di misurazione della ricerca sociale in cui le persone intervistate si dichiarano d’accordo o in disaccordo con più affermazioni sullo stesso tema, ogni volta con gli stessi gradini di risposta. Le singole risposte vengono poi combinate in un punteggio totale o medio che descrive l’atteggiamento di quella persona.

Il metodo risale allo psicologo sociale statunitense Rensis Likert, che lo presentò nel 1932 nella sua tesi di dottorato alla Columbia University, pubblicata come numero 140 degli Archives of Psychology con il titolo A Technique for the Measurement of Attitudes. A muoverlo non era la teoria ma il risparmio: i metodi affermati della sua epoca richiedevano studi preliminari pesanti, e lui voleva verificare se esistesse una via più semplice. Esisteva. La sua scala sulle relazioni internazionali raggiungeva con 24 affermazioni la stessa attendibilità di un metodo concorrente con 44 (Likert 1932, p. 33). Metà delle domande per lo stesso risultato, ed è proprio per questo che oggi il formato compare in quasi ogni questionario.

In psicologia uno strumento di questo tipo si chiama scala psicometrica. Misura una caratteristica non osservabile direttamente attraverso risposte che invece si osservano. Atteggiamento, soddisfazione e motivazione sono invisibili. Ciò che si vede è quale casella qualcuno barra.

Item Likert e scala Likert non sono la stessa cosa

Questa distinzione viene quasi sempre saltata, anche nel materiale didattico. Una singola domanda con cinque gradini è un item Likert. La scala Likert nasce solo quando poni più item di questo tipo sulla stessa caratteristica e ne combini i valori in un’unica cifra. Likert lo scrive senza ambiguità nell’originale: ogni affermazione è «a scale in itself», e i punteggi individuali vengono poi combinati tramite una mediana o una media (Likert 1932, p. 24).

In una tesi di laurea è il punto in cui la discussione può farsi spiacevole. Chiamare «scala Likert» una domanda sola e poi calcolarne la media sono due errori nella stessa frase. Porre sei affermazioni su contenuto, ritmo, tutoraggio, materiali, aula e organizzazione e ricavarne un punteggio di soddisfazione è invece una scala.

Una casella da barrare è un item. Diventa una scala solo con più item e un’analisi comune.

Il nostro consiglio di lettura: il testo originale di Likert è liberamente accessibile e, con 55 pagine, molto più breve di quanto la fama del classico lasci pensare. Chi vuole citarlo correttamente dovrà comunque aprirlo.

Scala Likert: esempi di formulazione in italiano

La domanda vera, nella pratica, non è che cosa sia una scala Likert ma come vadano chiamati i gradini. La statistica ufficiale italiana offre qui un riferimento utilizzabile subito, perché pubblica le proprie formulazioni per esteso.

L’Istat, nelle proprie rilevazioni sulla soddisfazione degli utenti, descrive esplicitamente la scelta come «una scala a parziale autonomia semantica basata su quattro categorie di affermazioni che esprimono un giudizio da negativo a positivo: ‘per niente’, ‘poco’, ‘mediamente’ e ‘molto’ soddisfatto (scala di Likert)», con rimando in nota al lavoro di Likert del 1932.

ContinuumChe cosa misuraI gradini
Soddisfazionequanto si è soddisfattiper niente, poco, mediamente, molto soddisfatto
Accordoadesione a un’affermazioneper niente, poco, abbastanza, molto d’accordo
Frequenzaquanto spesso accade qualcosamai, raramente, qualche volta, spesso, sempre
Importanzaquanto conta qualcosaper niente, poco, abbastanza, molto, moltissimo importante

La formulazione della soddisfazione è ripresa dai risultati della rilevazione Istat sulla soddisfazione degli utenti, anno 2023.

Quattro gradini verbali oppure una scala da 0 a 10

L’Istat usa due formati diversi a seconda di ciò che misura, e il confronto è istruttivo. Per la soddisfazione complessiva verso la vita, l’indagine Aspetti della vita quotidiana chiede un punteggio «da 0 a 10 (dove 0 indica ‘per niente soddisfatto’ e 10 ‘molto soddisfatto’)», quindi con solo i due estremi etichettati.

In fase di pubblicazione quegli undici gradini non vengono riportati uno per uno: nel 2023 il 46,6 per cento delle persone di 14 anni e più si collocava su punteggi alti (8-10), il 40,2 per cento su valori medi (6-7) e l’11,9 per cento su punteggi bassi (0-5). Ne segue una domanda molto concreta per la tua indagine: se raccogli undici gradini e alla fine ne riporti tre, perché ne raccogli undici?

La scala di accordo e la sua trappola

La formula «d’accordo, non d’accordo» è la prima che viene in mente e funziona. Produce però in modo misurabile più accordo di una scala che chiede direttamente della cosa: è l’acquiescenza.

Ogni volta che puoi chiedere «Quanto contano per te tempi di attesa brevi: moltissimo o per niente?» invece di «Tempi di attesa brevi sono importanti per me: d’accordo», la seconda forma è la scelta migliore. Non a caso l’Istat, per la soddisfazione, chiede il giudizio e non l’accordo.

Quanti gradini deve avere una scala Likert?

Da cinque a sette gradini è la regola di lavoro prevalente nella letteratura metodologica. Le scale di questa lunghezza misurano in modo attendibile, distinguono con sufficiente finezza e sono quelle preferite da chi risponde.

Dietro la regola c’è un compromesso tra due difetti. Con troppo pochi gradini opinioni diverse finiscono nella stessa casella e sparisce proprio la differenza che volevi misurare. Con troppi, il singolo gradino perde significato: chi saprebbe spiegare che cosa separa l’8 dal 9 su una scala a undici punti?

Quattro, cinque o sette gradini: che cosa cambia

Il numero dispari ha un centro, il numero pari no. È questa la differenza vera, non la finezza della graduazione. La scala a quattro gradini usata dall’Istat per la soddisfazione degli utenti è quindi soprattutto una scelta forzata: chi è indeciso deve comunque pendere da una parte.

Che sia un bene o un male dipende dallo scopo. In una valutazione pensata per innescare miglioramenti, una tendenza forzata spesso aiuta, perché una colonna di caselle centrali non serve a nessuno. In un sondaggio di opinione, dove l’indecisione reale è già un risultato, distorce.

La tua scala ha bisogno di un centro neutro?

La categoria centrale è la decisione più discussa nella costruzione di una scala, e entrambe le posizioni hanno argomenti reali. Stanno in poche righe.

Che cosa dà il centro

  • Chi è davvero indeciso può dirlo.
  • Le persone neutre non slittano su un gradino sbagliato.
  • La scala resta simmetrica da entrambi i lati.

Che cosa accetti in cambio

  • Il centro viene barrato anche per comodità.
  • Qualcuno lo sceglie invece di dire «non so».
  • L’analisi non distingue i due motivi.

Curiosamente Rensis Likert non ha mai discusso la questione. Nel suo lavoro del 1932 la categoria «undecided» compare unicamente come istruzione di calcolo, con il valore 3 (Likert 1932, appendice). L’intero dibattito sul punto neutro è nato dopo di lui.

Creare una scala Likert passo dopo passo

Una scala Likert non si costruisce scrivendo una domanda e mettendoci accanto cinque caselle. Si costruisce scomponendo una caratteristica in più affermazioni che puntano alla stessa cosa da angolazioni diverse.

I sei passaggi seguenti valgono per la valutazione di un corso come per la parte empirica di una tesi di laurea. Metti in conto più tempo per il primo passaggio che per tutti gli altri insieme.

  1. Definire la caratteristica. Scrivi in una frase che cosa vuoi misurare. «La soddisfazione per il corso» è una caratteristica, «l’opinione sul corso» non lo è.
  2. Scrivere le affermazioni. Da cinque a dieci frasi brevi, ciascuna con esattamente un’idea. Due temi in una frase rendono la risposta inutilizzabile.
  3. Invertirne una parte. Formula alcune affermazioni in negativo per far emergere chi barra meccanicamente sempre la stessa colonna. Likert consiglia già questo accorgimento nell’appendice del suo testo del 1932.
  4. Scegliere una scala e tenerla. Decidi una volta per cinque o sette gradini e usa la stessa in tutto il questionario.
  5. Etichettare ogni gradino. Ogni gradino riceve una parola, non solo i due estremi. I numeri da soli non bastano.
  6. Fare una prova. Chiedi a cinque persone che non conoscono il tuo tema di rispondere e poi domanda loro come hanno inteso il gradino centrale.

Tecnicamente una scala Likert è una domanda a matrice: più affermazioni una sotto l’altra e la stessa scala di risposta accanto. In empirio.ai, uno strumento per sondaggi online dalla Germania, la crei come domanda a matrice e definisci la scala una sola volta per tutte le affermazioni. Come costruire il resto del questionario intorno lo trovi nell’articolo su come creare un questionario.

Scala Likert come domanda a matrice in un sondaggio online: quattro affermazioni su un prodotto in colonna, con la stessa scala a cinque gradini da strongly agree a strongly disagree

Questa disposizione è esattamente ciò che indica il termine domanda a matrice: la scala compare una sola volta come intestazione di colonna e ogni riga sotto porta una affermazione distinta sulla stessa caratteristica. Le quattro righe dell’esempio formano insieme un punteggio di soddisfazione, mentre una riga isolata resta soltanto un item Likert.

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La scala Likert è ordinale o a intervalli?

Un singolo item Likert è ordinale. Sai che «molto d’accordo» esprime più adesione di «abbastanza d’accordo», ma non sai se la distanza tra quei due gradini sia uguale a quella che separa «abbastanza» da «poco».

Il punteggio combinato di più item viene invece trattato nella pratica di ricerca quasi sempre come una grandezza metrica. È una convenzione motivata, non una verità matematica: più item confluiscono nel punteggio, più fine diventa la scala risultante e meno pesa la disuguaglianza dei singoli passi.

Se vuoi rivedere i termini: la scala ordinale conosce solo un ordine di rango, la scala a intervalli aggiunge distanze uguali. Quali calcoli dipendono da quale livello è spiegato nella panoramica sui livelli di misurazione.

Che cosa ha scritto davvero Rensis Likert

Qui conviene aprire l’originale, perché dice qualcosa di diverso da ciò che si ripete. Likert ha rivendicato unità uguali soltanto per il suo laborioso metodo sigma, mai per la semplice assegnazione dei numeri da 1 a 5.

La sua tabella II mostra i due affiancati. Ai cinque gradini di una delle sue affermazioni corrispondono i valori sigma −1,63, −0,43, +0,43, +0,99 e +1,76 (Likert 1932, p. 23). Le distanze sono quindi 1,20, poi 0,86, poi 0,56, poi 0,77. Chi assegna 1, 2, 3, 4, 5 sta affermando quattro volte la stessa distanza. Likert lo sapeva e giustificava la scorciatoia su basi puramente pratiche: i due metodi correlavano a +0,99, quindi il calcolo semplice era difendibile «for all ordinary purposes» (Likert 1932, p. 43).

Da qui seguono due cose. Primo, alla domanda «ordinale o metrica» non esiste una sola risposta giusta, ma una decisione. Secondo, quella decisione non richiede una polemica bensì una regola che mantieni e giustifichi nel capitolo metodologico.

Serve una distribuzione normale?

No, i dati che raccogli non devono essere distribuiti normalmente perché una scala Likert sia legittima. La confusione nasce dal fatto che Likert, per il suo calcolo sigma, assumeva che gli atteggiamenti si distribuissero all’incirca normalmente nella popolazione.

Aggiungeva però subito di essere pienamente consapevole dei pericoli di quell’assunzione, che si trattava solo di un passaggio sperimentale e che lavori successivi avrebbero dovuto renderla superflua o confermarla (Likert 1932, p. 22). Per un’analisi semplice con i numeri da 1 a 5 l’assunzione non ha alcun ruolo. La normalità torna rilevante solo quando applichi determinati test statistici ai tuoi punteggi.

Analizzare una scala Likert: mediana, media o frequenze?

L’analisi dipende dal fatto che tu abbia davanti un singolo item o una scala costruita con più item. Questa sola distinzione ti risparmia la maggior parte delle discussioni con chi ti segue.

Per un singolo item la distribuzione delle frequenze è la rappresentazione più onesta, cioè la quota di rispondenti per gradino. La mediana (= il valore centrale di tutte le risposte ordinate) e la moda (= il gradino più scelto) la accompagnano bene. Una media su un unico item ordinale è attaccabile, perché presuppone distanze uguali che non puoi dimostrare.

Per una scala costruita con più item formi prima la somma o la media per persona e poi lavori con quella cifra. È esattamente ciò che proponeva Likert (Likert 1932, p. 26). Prima verifichi che gli item misurino davvero la stessa cosa, di solito con l’alfa di Cronbach. Quali procedure vengono dopo è spiegato nella panoramica dei metodi di analisi.

Raggruppare i gradini: la top-two box

Le ricerche di mercato uniscono abitualmente i due gradini positivi in un solo indicatore, la cosiddetta top-two box. Anche l’Istat fa qualcosa di simile quando riporta i punteggi da 8 a 10 come livello alto di soddisfazione.

È legittimo e spesso sensato, ma costa informazione. Appena raggruppi, non vedi più se l’accordo sia fatto di risposte convinte o prudenti. Pubblica quindi entrambe le cose: l’indicatore raggruppato e la distribuzione completa.

💡 Consiglio

Registra sempre quante persone hanno saltato un’affermazione. Una media su 40 risposte e una su 120 si somigliano in tabella e non valgono lo stesso.

Errori frequenti con le scale Likert

I cinque errori seguenti si incontrano in un sondaggio di associazione come in una tesi magistrale. Tutti emergono solo in fase di analisi, quando le risposte ci sono già e non si può più cambiare nulla.

Hanno una cosa in comune: mezz’ora prima dell’invio basta per correggerli. Dopo, no.

Chiedere l’accordo dove basterebbe una domanda diretta

Le scale del tipo «d’accordo, non d’accordo» producono sistematicamente più adesione di quelle che chiedono direttamente della cosa. Invece di «Sono soddisfatto del corso: d’accordo», chiedi «Quanto sei soddisfatto del corso: per niente, poco, mediamente, molto».

Etichettare solo i due estremi

Una scala con «per niente soddisfatto» a sinistra, «molto soddisfatto» a destra e solo numeri in mezzo si costruisce in fretta ed è peggiore. Le scale interamente verbalizzate raggiungono attendibilità e validità più alte, e chi risponde le preferisce.

Numerare con valori negativi

Una numerazione da −2 a +2 sembra simmetrica ma non si comporta così. Le persone evitano il lato negativo e rispondono nel complesso in modo più positivo di quanto farebbero con una numerazione da 1 a 5. Tieni i numeri positivi e lascia che siano le parole a portare la direzione.

Cambiare scala a metà strada

Se la prima metà delle tue affermazioni ha cinque gradini e la seconda sette, non puoi analizzarle insieme. E non puoi ordinare una volta dal disaccordo all’accordo e una volta al contrario senza invertire i valori prima dell’analisi.

Due affermazioni in una sola frase

«Il corso era ben strutturato e facile da seguire» misura due cose. Chi ha apprezzato la struttura ma non le spiegazioni non può rispondere e barra il centro. Likert descriveva già nel 1932 questi enunciati doppi come criterio di esclusione. Come separare bene le domande lo trovi nell’articolo sui tipi di domande.

Conclusione

La scala Likert è così diffusa perché misura in modo attendibile con pochissimo sforzo, ed è così spesso usata male perché sembra semplice. Due cose ti tengono lontano dalla maggior parte delle trappole: una scala ha bisogno di più affermazioni, e ogni gradino ha bisogno di una parola. Tutto il resto, dal numero di gradini alla categoria centrale, è un compromesso che puoi giustificare nella tua metodologia. C’è una sola affermazione che non dovresti accettare da nessuno, nemmeno da un manuale: che i gradini siano equidistanti. Rensis Likert non l’ha mai detto.

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Domande frequenti

Una scala Likert è una tecnica per misurare gli atteggiamenti: poni più affermazioni sullo stesso tema e le fai valutare tutte con la stessa serie di risposte graduate. Di solito cinque o sette gradini dal disaccordo all’accordo. Le singole risposte vengono poi combinate in un unico punteggio per persona.

Da cinque a sette gradini è la regola di lavoro prevalente nella letteratura metodologica. L’Istat, nelle rilevazioni sulla soddisfazione degli utenti, usa invece quattro gradini verbali: per niente, poco, mediamente e molto soddisfatto. Che il numero sia pari o dispari decide se esiste un centro neutro.

Un singolo item Likert è ordinale, perché non si può dimostrare che le distanze tra i gradini siano uguali. Il punteggio combinato di più item viene di solito trattato nella pratica di ricerca come una grandezza metrica. Rensis Likert rivendicò unità uguali solo per il metodo sigma, mai per i numeri da 1 a 5 (Likert 1932).

Su una scala costruita con più item la media è abituale e facile da giustificare. Su un singolo item è attaccabile, perché presuppone distanze uguali tra i gradini. Per un singolo item sono più sicure la mediana, la moda e la distribuzione completa delle frequenze, soprattutto in una tesi di laurea.

Un item Likert è una singola domanda con risposte graduate. Una scala Likert riunisce più item di questo tipo sulla stessa caratteristica, i cui valori vengono combinati in un’unica cifra. Likert scrisse nel 1932 che ogni affermazione è una scala in sé e che i punteggi vengono poi combinati con mediana o media.

Una categoria centrale evita che chi è davvero indeciso debba scegliere un gradino vicino sbagliato. In cambio il centro viene barrato anche per comodità o al posto di “non so”. L’Istat sceglie per la soddisfazione degli utenti una scala a quattro gradini, quindi senza centro.

Sì, ogni gradino riceve una parola, non solo i due estremi. Le scale interamente verbalizzate raggiungono attendibilità e validità più alte, e chi risponde le preferisce. Quando l’Istat usa una scala da 0 a 10, etichetta almeno gli estremi e spiega nella pubblicazione quali valori corrispondono a quali fasce.

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