empirio.ai

Tesi di laurea empirica o teorica?

Tesi empirica o teorica? I tre tipi di elaborato a confronto, il tempo che chiede ciascuna strada e le quattro domande da portare al relatore prima di scegliere.

Autrice presso empirio.ai - Maria Malzewda Maria MalzewAggiornato il 21 settembre 2026Tempo di lettura 12 min

Due tesi di laurea, lo stesso argomento. La prima rilegge sessanta studi sull'uso dei social media e li riordina, la seconda intervista duecento studentesse e studenti. Entrambe sono lavori scientifici ed entrambe possono arrivare a 110.

A decidere se la tua tesi sarà empirica o teorica non è il gusto personale, ma la domanda di ricerca: le domande su frequenze, relazioni ed effetti chiedono dati nuovi, le domande su concetti, contraddizioni e teorie in conflitto chiedono un confronto sistematico con la letteratura. Alla fine saprai quale tipo corrisponde alla tua domanda, quanto tempo costa e che cosa concordare con il relatore prima di cominciare.


📌 I punti chiave

  • La domanda di ricerca decide tra tesi empirica e teorica.
  • Una tesi teorica non è la scorciatoia, è un'altra strada.
  • La revisione sistematica è empirica anche senza rilevazione propria.
  • Comitato etico, pretest e risposte richiedono settimane di anticipo.
  • Il voto segue il regolamento del corso di studi.

Crea un sondaggio gratis

Con empirio.ai crei un moderno sondaggio online in pochi minuti — con hosting nell'UE.

  • Sondaggio creato con IA
  • Modifica con drag & drop
  • Analisi in tempo reale
Inizia gratis

Teoria o empiria: che cosa conta davvero

Teoria ed empiria non sono avversarie, ma due passaggi che convivono in quasi ogni tesi di laurea. Conta soltanto dove si trova il baricentro: la conoscenza a cui arrivi viene dal sapere già disponibile oppure da dati che prima non esistevano?

La teoria fornisce i concetti e le assunzioni da cui puoi ricavare una domanda tua o formulare un'ipotesi. L'empiria mette alla prova quelle assunzioni sulla realtà, con misurazioni, interviste, osservazioni o dati già raccolti da altri.

Werner Heisenberg riporta una conversazione con Albert Einstein in cui Einstein coglie esattamente questo rapporto: solo la teoria decide che cosa si può osservare (Einstein, riportato da Heisenberg 1969, p. 92). Senza una cornice teorica non sai che cosa cercare nei tuoi dati.

Negli atenei italiani la stessa distinzione prende altre parole: tesi compilativa da una parte, tesi sperimentale dall'altra. Le etichette cambiano da corso a corso, quindi il riferimento affidabile resta il regolamento del tuo corso di studi. La scelta va fatta presto: una tesi che non si decide arriva in fondo con una parte teorica sottile e una rilevazione altrettanto sottile.

Tesi teorica, tesi compilativa, revisione sistematica

Una tesi teorica e una rassegna della letteratura non sono la stessa cosa, anche se nessuna delle due prevede una rilevazione propria. I tipi da tenere distinti sono tre, e soltanto il primo è teorico in senso stretto.

La distinzione decide se la tua tesi ha bisogno di un capitolo sui metodi e se chi ti segue la accetta come lavoro di ricerca autonomo.

Tipo di tesiDa dove viene la conoscenzaCapitolo sui metodi
Tesi teorico-concettualeConcetti, modelli, teorie in conflittoNo, ma selezione motivata delle fonti
Revisione sistematicaRisultati di studi primari già pubblicatiSì, con strategia di ricerca e criteri
Tesi empirica primariaDati raccolti in prima personaSì, con strumento, campione e analisi

Una revisione sistematica appartiene all'empiria, anche se nessuno raccoglie dati nuovi. Analizza dati di seconda mano e li documenta in modo così preciso che un'altra persona potrebbe ripetere la ricerca bibliografica, e per questo il capitolo sui metodi elenca banche dati, parole chiave e criteri di inclusione.

Chi invece mette a confronto due teorie o precisa un concetto scrive una tesi teorico-concettuale, che nelle discipline umanistiche prende spesso il nome di tesi ermeneutica.

Quando una tesi è teorica?

Una tesi teorica risponde alla sua domanda partendo dal sapere già disponibile: teorie, concetti e stato della ricerca che raccogli in modo sistematico, metti a confronto e valuti da una prospettiva dichiarata. Dati nuovi non ne raccogli.

Di norma un lavoro teorico si compone di tre parti:

  1. Ricerca e selezione. Raccogli le fonti pertinenti e motivi perché proprio queste e non altre.
  2. Esposizione e confronto. Restituisci le teorie rilevanti e fai emergere dove si contraddicono.
  3. Valutazione e conclusione propria. Giudichi il materiale alla luce della tua domanda e vai oltre il riassunto.

Il terzo punto è quello su cui cade la maggior parte delle tesi teoriche. Un lavoro che si limita a riferire quello che altri hanno scritto resta un riassunto: il tuo apporto sta nella selezione, nel confronto e nel giudizio.

Il tipo teorico è diffuso soprattutto in filosofia, giurisprudenza, teologia, lettere e studi culturali, ma non è escluso in nessun ambito. Anche dove l'impronta empirica è forte, la tesi di laurea triennale resta spesso un lavoro teorico, perché i CFU riconosciuti alla prova finale lasciano poco spazio a una rilevazione propria.

Come si scrive una tesi teorica?

Una tesi teorica segue uno di tre schemi: confronti due o più teorie, esamini un oggetto alla luce di una teoria sola, oppure costruisci una sistematica tua a partire da più approcci. Lo schema che scegli determina l'indice.

Tre argomenti di esempio mostrano come funziona in pratica, uno per schema:

  • Il borgo che si spopola: le teorie della marginalità territoriale a confronto.
  • Il diritto alla città di Henri Lefebvre e il caro affitti per gli studenti fuori sede.
  • Accessibilità e pendolarismo: una sistematica dei concetti di mobilità nel trasporto ferroviario regionale.

La mole di letteratura è il vero motore del lavoro in questo tipo di tesi. Leggi molto più di quanto finirà nel testo, e gran parte del tempo se ne va nell'ordinare e nello scartare. Tienine conto prima di promettere un calendario alla relatrice o al relatore.

Attenzione

Nessuna norma nazionale italiana fissa il numero di pagine di una tesi e nessuna impone una parte empirica. Il documento vincolante è il regolamento del corso di studi, che stabilisce lunghezza, criteri e talvolta i tipi di elaborato ammessi. Alcuni corsi chiedono comunque una parte empirica senza scriverlo.

Crea un sondaggio gratis

Con empirio.ai crei un moderno sondaggio online in pochi minuti — con hosting nell'UE.

  • Sondaggio creato con IA
  • Modifica con drag & drop
  • Analisi in tempo reale
Inizia gratis

Quando una tesi è empirica?

Una tesi empirica risponde alla sua domanda con dati che raccoglie in prima persona o che analizza in modo sistematico. Il termine viene dal greco antico empeiria, l'esperienza: alla base dell'affermazione non sta la riflessione su un oggetto, ma l'osservazione dell'oggetto stesso.

Jürgen Raithel descrive il processo di ricerca empirica come una successione di sette fasi (Raithel 2008, p. 27):

  1. Obiettivo dell'indagine, formulazione del problema e domanda di ricerca
  2. Costruzione della teoria e delle ipotesi
  3. Concettualizzazione: operazionalizzazione, strumento, disegno, campione e pretest
  4. Preparazione del campo e rilevazione dei dati
  5. Preparazione dei dati per l'analisi
  6. Analisi dei dati
  7. Interpretazione e diffusione dei risultati

L'ordine delle sette fasi non è una formalità. Chi salta la terza e va in campo senza pretest si accorge soltanto in fase di analisi che una domanda era ambigua, e a quel punto i dati non si recuperano più.

Un chiarimento di vocabolario conviene farlo subito, perché nel capitolo sui metodi le parole pesano. Rilevazione dei dati è il termine generale, mentre la forma sistematica passa dalle tecniche: intervista, osservazione, questionario. Quando la tecnica è il questionario somministrato a un campione, il nome corretto è inchiesta campionaria, perché sondaggio appartiene al linguaggio dei media.

La scelta tra metodi qualitativi e quantitativi avviene dentro la tesi empirica e non è un'alternativa a essa. Due indagini italiane mostrano che aspetto ha un lavoro empirico su larga scala: l'indagine multiscopo dell'ISTAT Aspetti della vita quotidiana rileva ogni anno abitudini, tempo libero e giudizi delle famiglie sui servizi, mentre AlmaLaurea raccoglie percorsi ed esperienze di chi si laurea negli atenei italiani.

Come si scrive una tesi empirica?

Una tesi empirica ha senso quando la tua domanda chiede un'affermazione sulla realtà che nella letteratura ancora non c'è. Tipiche sono le domande sulle frequenze, sulle relazioni tra due caratteristiche o sull'effetto di una misura.

Domande di questo tipo suonano così:

  • Come valutano il servizio i pendolari che usano ogni giorno i treni regionali di Trenitalia?
  • Che relazione c'è tra il costo dell'affitto e la scelta della sede universitaria tra gli studenti fuori sede?
  • Quali criteri guidano le PMI del Nord-Est quando decidono di digitalizzare la produzione?

Lavorare in modo empirico senza raccogliere dati

Una tesi empirica non richiede per forza una rilevazione tua. Gli archivi mettono a disposizione rilevazioni già svolte per scopi di ricerca, spesso gratuitamente per chi studia: in Italia il riferimento è DASSI, l'archivio per le scienze sociali nato nel 2021 dalla collaborazione tra l'Università di Milano-Bicocca e il CNR, mentre i numeri ufficiali e i microdati per la ricerca arrivano dall'ISTAT.

Quanto anticipo richiede davvero una rilevazione

Il calendario di una tesi empirica salta quasi sempre tra questionario e analisi. Conta a ritroso dalla consegna e fissa scadenze per pretest, apertura del campo, chiusura e avvio dell'analisi. Quattro voci costano regolarmente più tempo di quanto si preventivi:

  • Parere del comitato etico dell'ateneo, richiesto quando la ricerca coinvolge persone
  • Informativa, consenso e protezione dei dati secondo il GDPR
  • Pretest con cinque o dieci persone e revisione del questionario
  • Piano B per le risposte scarse: allungare il campo o mandare un sollecito

Le procedure sul parere etico non sono uniformi in Italia e cambiano da ateneo ad ateneo. L'Università di Bologna, per esempio, indica nelle sue linee guida su comitato etico e tesi quali elaborati richiedono il parere e lascia al relatore la responsabilità di stabilire la tipologia. Per la protezione dei dati il riferimento è il Garante, che ha adottato le regole deontologiche per i trattamenti a fini statistici o di ricerca scientifica con il Provvedimento n. 515 del 19 dicembre 2018.

Consiglio

Scrivi già nel progetto di tesi l'analisi che hai in mente, in una frase sola: confronto le medie di due gruppi. Chi non riesce a formulare questa frase non ha ancora finito il questionario.

Prendere la decisione

La decisione si gioca su tre domande: la tua domanda di ricerca richiede dati nuovi, nel tempo che resta riesci a ottenerli e il tuo corso di studi ammette il tipo di tesi che hai in mente? Interesse e gusto vengono dopo.

Per il confronto abbiamo messo in fila i criteri da cui dipende la scelta nella pratica:

CriterioTesi teoricaTesi empirica
Base dei datiLetteratura e teorie disponibiliDati propri o di archivio
Picco di lavoroPresto: leggere, ordinare, argomentareTardi: fase di campo e analisi
PrevedibilitàAlta, non dipendi da nessunoBassa, risposte e accessi sono rischi
Capitolo sui metodiObbligatorio solo nella revisione sistematicaSempre
Fallimento tipicoRiassunto al posto di una posizioneCampione distorto, calendario saltato
Adatta aDomande su concetti e teorieDomande su frequenze, relazioni ed effetti

Una tesi empirica viene valutata meglio?

Una tesi empirica non porta con sé alcun bonus automatico di voto. I criteri e i punteggi stanno nel regolamento del corso di studi: all'Università di Siena, per esempio, alcune lauree magistrali assegnano fino a quattro punti alla tesi compilativa e fino a otto a quella teorico-sperimentale. Nessuna regola nazionale lo impone, quindi il documento da leggere resta il regolamento del tuo corso e nel dubbio decide chi segue il tuo lavoro.

Che cosa chiarire prima con il relatore

Il consiglio di parlarne con il relatore serve solo se sai di che cosa parlare. Lo strumento adatto è il progetto di tesi: domanda di ricerca, disegno previsto, fattibilità e calendario su due o tre pagine. Porta quattro domande precise: il corso accetta una tesi puramente teorica, esiste una griglia di valutazione, serve il parere del comitato etico e posso usare dati già raccolti nel dipartimento? Chiedi anche chi sarà il correlatore, perché in molti corsi legge l'elaborato prima della discussione della tesi.

Errori tipici nella scelta del tipo di tesi

La maggior parte dei problemi non nasce dalla scelta in sé, ma dal fatto che arriva troppo tardi o per il motivo sbagliato. Quattro schemi si ripetono con tale regolarità che ogni relatore li riconosce a colpo d'occhio.

Il denominatore comune resta lo stesso: la decisione viene presa in base alla fatica prevista invece che in base alla domanda di ricerca. Chi conosce i quattro schemi si accorge in tempo di quale sta imboccando.

La tesi teorica come presunta scorciatoia

Chi sceglie il lavoro teorico solo per non dover cercare partecipanti sottovaluta il carico di lettura. Una tesi teorica sposta la fatica in avanti nel calendario, non la riduce: al posto della fase di campo trovi settimane di ricerca bibliografica.

La parte teorica come corso introduttivo

Una parte teorica che riparte da zero e riferisce tutto quello che è stato scritto sull'argomento non è una parte teorica, ma un estratto di manuale. Entra nel testo soltanto quello che ti serve per l'argomentazione o per le ipotesi.

La rilevazione senza piano di analisi

Chi manda il questionario prima di sapere come analizzerà le risposte si ritrova con dati che non rispondono alla domanda di ricerca. Stabilisci prima dell'apertura del campo quale analisi vuoi calcolare e quanti casi le servono, altrimenti un campione distorto blocca il lavoro alla fine.

Argomento trovato, domanda di ricerca dimenticata

Un argomento non è ancora una domanda di ricerca, e solo la domanda decide il tipo di tesi. La sostenibilità nelle piccole e medie imprese ammette entrambe le strade: come giustificano le PMI del Nord-Est i loro bilanci di sostenibilità richiede dati, che cosa offrono i concetti concorrenti di sostenibilità all'etica d'impresa richiede teoria.

Per approfondire

Questi testi e queste risorse vanno oltre lo spazio disponibile qui. I primi spiegano il lavoro scientifico e il processo di ricerca empirica, le fonti italiane in fondo mostrano come atenei e autorità regolano tipi di tesi, parere etico e trattamento dei dati.

Conclusione

Empirica o teorica non è una questione di indole, ma una conseguenza della tua domanda di ricerca e del tuo calendario. Se la domanda chiede dati nuovi e hai un accesso realistico ai partecipanti, la strada empirica è la più solida. Se manca uno dei due, una tesi teorica curata è la decisione migliore e non un ripiego.

È la domanda a scegliere il metodo, non il contrario.

Come proseguire


Hai scelto la strada empirica?

Con empirio.ai, uno strumento per sondaggi online realizzato in Germania, crei gratuitamente il questionario della tua tesi, con l'intelligenza artificiale dalla prima bozza fino all'analisi finita e con i dati conservati nell'UE.

Inizia gratis

Domande frequenti

Una tesi di laurea triennale non deve essere per forza empirica. A stabilire se è ammesso un elaborato puramente teorico sono il regolamento del corso di studi e le indicazioni del relatore, e in quasi tutte le discipline convivono entrambe le strade. Alcuni corsi chiedono comunque una parte empirica senza metterlo per iscritto, quindi conviene chiarirlo prima di scegliere l'argomento.

Una tesi puramente teorica è possibile e in filosofia, giurisprudenza, teologia, lettere e studi culturali rappresenta la norma. Un elaborato di questo tipo risponde alla domanda di ricerca a partire da teorie e concetti invece che da dati raccolti sul campo. Richiede però una posizione personale: chi si limita a riassumere quello che altri hanno scritto non produce un contributo di ricerca.

Una tesi teorica non è più facile, sposta soltanto il carico di lavoro in avanti nel calendario. Al posto della fase di campo e dell'analisi dei dati trovi ricerca bibliografica, selezione e argomentazione, spesso per diverse settimane. In compenso è molto più prevedibile, perché non dipendi dal numero di risposte né dall'accesso ai partecipanti.

Una tesi teorico-concettuale confronta teorie, precisa concetti oppure costruisce una sistematica propria. Una rassegna della letteratura intesa come revisione sistematica analizza invece i risultati di studi primari già pubblicati e per questo appartiene all'empiria. La differenza pratica sta nel capitolo sui metodi: la revisione ha bisogno di una strategia di ricerca documentata, il lavoro concettuale no.

Una tesi teorico-concettuale di solito non prevede un capitolo sui metodi autonomo. Resta comunque necessario motivare in base a quali criteri hai selezionato le fonti. Se invece scrivi una revisione sistematica, il capitolo sui metodi con parole chiave, banche dati e criteri di inclusione ed esclusione diventa obbligatorio.

Una tesi empirica non porta con sé alcun vantaggio automatico di voto. I criteri e i punteggi stanno nel regolamento del corso di studi, e in alcuni corsi il massimale previsto per la tesi compilativa è più basso di quello della tesi teorico-sperimentale. Nessuna norma nazionale lo impone, quindi il documento da leggere resta il regolamento del tuo corso e nel dubbio decide chi segue il tuo lavoro.

Una tesi empirica è possibile anche senza una rilevazione propria, attraverso l'analisi secondaria. L'archivio DASSI mette a disposizione dati di ricerca sociale per scopi scientifici, mentre i numeri ufficiali e i microdati per la ricerca arrivano dall'ISTAT. Questa strada ti risparmia l'intera fase di campo e ti offre una numerosità che in una tesi di laurea non raggiungeresti in altro modo.

Potrebbe interessarti anche

Ricerca empirica

Scrivere la tesi in azienda: Ecco come funziona

Tesi di laurea in azienda: il percorso dalla convenzione alla discussione, come funziona davvero la riservatezza e come raccogliere dati in azienda che l'università accetti.