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Come scrivere una tesi: le fasi e le regole

Una tesi di laurea nasce in un ordine preciso, e il capitolo di metodo è quello che pesa di più sul voto. Ripercorriamo con te il percorso dalla domanda di ricerca alla consegna.

Autore presso empirio.ai - Marvin Depping, cofondatoreda Marvin DeppingAggiornato il 25 agosto 2026Tempo di lettura 10 min

Hai l'argomento, il via libera del relatore e la data di consegna sul calendario. Manca la risposta a una domanda che non compare in nessun vademecum di dipartimento: che cosa rende scientifico il tuo testo, e chi lo stabilisce.

Scrivi una tesi formulando una domanda di ricerca circoscritta, ricostruendo lo stato della ricerca su quel punto, scegliendo un metodo che altri possano seguire, presentando i risultati per intero e senza selezione, e citando ogni affermazione altrui in modo che una terza persona possa verificarla. Alla fine di questo articolo conoscerai il percorso, le regole italiane e i documenti in cui sono scritte.


📌 In breve

  • La tracciabilità decide il voto, non il numero di pagine.
  • La domanda di ricerca viene prima dell'indice, mai dopo.
  • Per il CNR la tesi di laurea è una pubblicazione scientifica.
  • I questionari compilati vanno conservati dieci anni se digitali.
  • Il termine di legge nel DM 270/2004 è prova finale.

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Che cosa rende scientifico un elaborato?

Un elaborato scientifico è un testo che risponde a una domanda chiaramente delimitata con un metodo dichiarato apertamente, e che cita ogni affermazione affinché altri possano ripercorrere la strada fino al risultato e verificarla. A rendere scientifico un testo non è dunque l'argomento, ma la tracciabilità.

Basta una frase per capirlo. «Il lavoro da remoto aumenta la soddisfazione» non vale nulla in un elaborato finché non si dice chi lo ha rilevato, dove e con quale metodo. Con la fonte, l'anno e un'indicazione sul gruppo studiato, la stessa frase diventa un'affermazione scientifica. La differenza sta nella verificabilità, non nella forma.

Quattro caratteristiche ricorrono in quasi tutti i vademecum universitari, che si tratti di un elaborato finale o di una tesi magistrale:

  • Tracciabilità: ogni passaggio è descritto in modo da poter essere ripetuto.
  • Citazione: le idee altrui vengono segnalate, anche se parafrasate o tradotte.
  • Completezza: anche i risultati che contraddicono le attese entrano nel testo.
  • Oggettività: i giudizi sono dichiarati come tali e argomentati.

Se prima vuoi capire che cosa sia il lavoro scientifico e in che cosa si distingua dal sapere comune, lo spiega l'articolo sul lavoro scientifico e il suo svolgimento tipico.

Come scrivere una tesi: le sette fasi

Una tesi nasce in sette fasi, e l'ordine non è un suggerimento. È il motivo per cui alcuni lavori hanno un filo conduttore e altri si leggono come una successione di capitoli. La deviazione più frequente consiste nel partire dall'indice. Un indice senza domanda di ricerca è un elenco di argomenti.

L'esempio che attraversa questo articolo è un elaborato finale sulla soddisfazione per le regole di lavoro da remoto in una piccola impresa. Ritorna in più punti, così le fasi restano concrete.

  1. Delimitare l'argomento. «Il lavoro da remoto» diventa «la soddisfazione per le regole di lavoro da remoto in un'azienda con 120 dipendenti». Verifica che esista abbastanza letteratura.
  2. Formulare la domanda di ricerca. Una domanda a cui puoi rispondere con il tempo e i mezzi disponibili. La differenza tra domanda di ricerca, tesi e ipotesi condiziona tutta la struttura.
  3. Cercare la letteratura. Prima in ampiezza, poi in profondità. Annota subito i riferimenti completi, altrimenti li cercherai di nuovo tre settimane dopo.
  4. Scegliere il metodo. Solo rassegna della letteratura o rilevazione propria? Questa decisione pesa sul calendario più di ogni altra.
  5. Costruire l'indice. Solo adesso. L'indice discende dalla domanda di ricerca, non il contrario.
  6. Scrivere e citare. Inserisci la citazione mentre scrivi, non alla fine.
  7. Rivedere e controllare la forma. Metti introduzione e conclusioni una accanto all'altra: ciò che l'introduzione annuncia, la conclusione deve scioglierlo.

💡 Consiglio

Scrivi l'introduzione per prima in bozza e per ultima nella versione definitiva. La bozza ti costringe a formulare la domanda di ricerca. La versione finale garantisce che corrisponda a ciò che la tesi dice davvero.

Elaborato finale, tesi magistrale, tesi di dottorato

Il vocabolario italiano è più preciso di quanto si creda, e conviene conoscerlo. Il termine di legge nel DM 270/2004 è prova finale. La parola tesi, insieme alla figura del relatore, compare nel decreto solo per la laurea magistrale, che richiede «una tesi elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore».

Nella pratica gli atenei usano elaborato finale per il triennio e tesi di laurea magistrale per il biennio. I valori qui sotto sono indicativi: a vincolarti è il regolamento didattico del tuo corso di studi, che può differire tra due dipartimenti dello stesso ateneo.

Tipo di lavoroChe cosa ci si aspettaRilevazione propria
Elaborato finaleordinare la letteratura, confrontare posizioniraramente richiesta
Tesi di laurea magistraletrattazione originale di una domandapossibile, spesso gradita
Tesi di dottoratocontributo allo stato della ricercaattesa nella maggior parte dei casi

La discussione avviene in seduta di laurea davanti a una commissione, con voto in centodecimi ed eventuale lode. Quali parti compongano il lavoro finito, dal frontespizio all'appendice, è spiegato nell'articolo sulla struttura di un elaborato scientifico. Se una rilevazione ti serva davvero lo chiarisce il confronto tra tesi empirica e tesi teorica.

Chi stabilisce le regole: le linee guida del CNR

Il riferimento italiano più citato in materia di integrità sono le «Linee guida per l'integrità nella ricerca» del Consiglio Nazionale delle Ricerche, adottate il 10 giugno 2015 e riviste l'11 aprile 2019. Poggiano su cinque principi: dignità, responsabilità, equità, correttezza e diligenza. Accanto a esse vale sempre il regolamento del tuo ateneo, che è il documento che ti vincola davvero.

Un dettaglio delle linee guida riguarda gli studenti più di quanto si pensi, e quasi nessun manuale lo riporta.

La tesi di laurea è una pubblicazione scientifica

Le linee guida annoverano espressamente le tesi di dottorato e le tesi di laurea tra le pubblicazioni scientifiche. La conseguenza è concreta: alla tua tesi si applicano le stesse regole su plagio, autorialità e correttezza che valgono per un articolo pubblicato su una rivista. Non esiste una soglia sotto la quale le regole si allentano perché il testo «vale solo per l'esame».

Quanto a lungo vanno conservati i dati

Sul punto le linee guida sono insolitamente precise, e citano esplicitamente i questionari compilati. Quaderni di laboratorio, insiemi di dati, registrazioni, trascrizioni di interviste, questionari compilati e tabelle di dati grezzi vanno conservati «per la durata di 10 anni se in formato elettronico e di 5 anni in tutti gli altri casi». Se hai svolto un'indagine online, i dati sono in formato elettronico e la scadenza è quindi la prima.

Le linee guida distinguono inoltre tre livelli: le condotte scorrette vere e proprie, le pratiche discutibili e le pratiche irresponsabili. Non ogni imprecisione è quindi una condotta scorretta, e questa gradazione conta quando si valuta un caso.

Un risultato che smentisce la tua ipotesi resta un risultato. Solo tacerlo è un errore.

Il testo integrale è pubblicato sul sito del CNR, sezione etica e integrità nella ricerca. Che cosa valga per il tuo lavoro lo decide il regolamento didattico del tuo corso e, nel dubbio, il relatore. Questo articolo non sostituisce una consulenza legale.

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Che cosa va nella metodologia

La metodologia di una tesi empirica deve essere tanto precisa da permettere a una persona esterna di ripetere la tua rilevazione. È l'unico criterio, ed è lì che la maggior parte delle tesi si perde, non sulla statistica. Scrivere «è stata condotta un'indagine online» significa annunciare il capitolo, non scriverlo.

Nell'esempio del lavoro da remoto significa: chi è stato interpellato, quante persone hanno risposto, in quale periodo, attraverso quale canale e chi è stato deliberatamente escluso. Quest'ultimo punto manca quasi sempre ed è il più interessante, perché delimita la portata di ciò che puoi affermare.

Le sei informazioni obbligatorie nella metodologia

  • Popolazione: il gruppo per cui l'affermazione dovrebbe valere.
  • Campione e procedura di selezione, esclusioni comprese.
  • Numero di casi, indicato come n, e tasso di risposta.
  • Periodo di rilevazione, con data di inizio e di fine.
  • Strumento, cioè il questionario o la traccia di intervista.
  • Metodo di analisi e programma utilizzato.

Il questionario completo va in appendice, non nel corpo del testo. Come costruirlo senza compromettere la tua analisi è spiegato nella guida per creare un questionario. Per sapere quante risposte ti servono, vedi l'articolo sul campione.

⚠️ Attenzione

Un'indagine svolta per una tesi non è un'indagine privata. Appena raccogli dati personali ti serve una base giuridica ai sensi del GDPR e un'informativa per chi partecipa. Che cosa comporti in concreto è trattato nell'articolo sulla protezione dei dati nelle indagini. L'autorità competente è il Garante per la protezione dei dati personali.

Errori frequenti nella stesura di una tesi

I quattro errori che seguono ricorrono nelle valutazioni con una regolarità impressionante, e nessuno dipende dalla mancanza di impegno. Compaiono in punti in cui il lavoro sembra formalmente impeccabile.

Hanno in comune uno schema: da qualche parte si spezza il legame tra ciò che è stato annunciato e ciò che il testo mantiene. Una volta noti i quattro punti, li individui nel tuo lavoro in meno di un'ora.

La domanda di ricerca resta senza risposta nelle conclusioni

Molti commissari leggono per prime l'introduzione e le conclusioni, una accanto all'altra, perché è lì che si vede il filo conduttore. Se l'introduzione annuncia tre domande e le conclusioni ne sciolgono due, salta subito all'occhio. L'errore nasce quasi sempre da un'introduzione scritta presto e mai più rivista. Metti le due parti affiancate alla fine e taglia nell'introduzione ciò che il lavoro non ha mantenuto.

Il corpo centrale riassume invece di argomentare

Un corpo centrale che riassume una fonte dopo l'altra è una raccolta di materiali. Diventa scientifico quando mette le posizioni in relazione: dove due studi si contraddicono, perché e che cosa ne discende per la tua domanda. Una prova semplice: cancella tutte le frasi che si limitano a riferire ciò che ha scritto qualcun altro. Ciò che resta è il tuo contributo. Se resta poco, manca l'argomentazione.

I risultati vengono interpretati prima di essere presentati

In un lavoro empirico presentazione e interpretazione restano separate. Prima ciò che i dati mostrano, in modo sobrio e senza giudizio. Poi che cosa significa e dove sono i limiti. Mescolare le due cose impedisce a chi legge di distinguere la tua lettura dai dati stessi. Le commissioni verificano questa separazione con particolare attenzione.

Le parafrasi restano senza citazione

Quasi tutti citano la fonte di una citazione tra virgolette. Con le parafrasi, cioè i passaggi riformulati, il riferimento sparisce spesso. Ed è comunque plagio, a prescindere dall'intenzione: la ripresa di un'idea altrui senza segnalarla. Poiché per il CNR la tesi di laurea è una pubblicazione scientifica, valgono qui gli stessi criteri di un articolo su rivista. Lo stile di citazione lo indica il tuo corso di studi.

Conclusione

Scrivere una tesi dipende meno dal talento nella scrittura che dall'ordine dei passaggi. Chiarire la domanda di ricerca prima dell'indice, dichiarare il metodo e lasciare nel testo anche i risultati scomodi copre già il nucleo di ciò che chiedono le linee guida del CNR. Il resto sta nel regolamento didattico del tuo corso, che prevale su qualsiasi manuale.

Come proseguire


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Domande frequenti

Una tesi nasce in sette fasi: delimitare l'argomento, formulare la domanda di ricerca, cercare la letteratura, scegliere il metodo, costruire l'indice, scrivere e citare, rivedere. L'ordine conta: l'indice discende dalla domanda di ricerca e non il contrario. Tutti i requisiti formali sono fissati dal regolamento didattico del tuo corso di studi.

Secondo le linee guida per l'integrità nella ricerca del CNR sì: le tesi di dottorato e le tesi di laurea sono annoverate espressamente tra le pubblicazioni scientifiche. Ne discende che alla tesi si applicano le stesse regole su plagio, autorialità e correttezza valide per un articolo su rivista, senza soglie di tolleranza legate al livello di studi.

Le linee guida del CNR indicano dieci anni per i materiali in formato elettronico e cinque anni in tutti gli altri casi, citando espressamente i questionari compilati e le tabelle di dati grezzi. Un'indagine online rientra nel primo caso. Il GDPR limita comunque separatamente la conservazione delle risposte riconducibili a persone identificabili.

Il termine di legge nel DM 270/2004 è prova finale. La parola tesi, insieme alla figura del relatore, compare nel decreto solo per la laurea magistrale, che richiede una tesi elaborata in modo originale sotto la guida di un relatore. Nella pratica gli atenei usano elaborato finale per il triennio e tesi di laurea magistrale per il biennio.

Un'ipotesi smentita è un risultato regolare, non un difetto del lavoro. Gli standard di integrità richiedono anzi di riportare anche i risultati che non sostengono l'attesa iniziale. Il problema nasce quando i risultati vengono omessi o l'analisi viene rifatta finché non emerge qualcosa di conveniente, il che si avvicina alla falsificazione.

Sei informazioni: la popolazione, il campione e la procedura di selezione, il numero di casi indicato come n insieme al tasso di risposta, il periodo di rilevazione con le date, lo strumento utilizzato e il metodo di analisi con il programma. Il questionario completo va in appendice. Il criterio è che una persona esterna possa ripetere la rilevazione.

Sì. Il plagio è la ripresa di un'idea altrui senza segnalarla, e vale per i passaggi riformulati quanto per le citazioni tra virgolette. Anche una traduzione da una fonte in lingua straniera richiede un riferimento. Poiché il CNR considera la tesi una pubblicazione scientifica, si applicano gli stessi criteri di un articolo su rivista.

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